Tutti gli articoli Cobat: il processo di riciclaggio delle batterie al piombo esauste
31/10/2001
Il riciclaggio delle batterie esauste è di fondamentale importanza, per i vantaggi sia economici sia ambientali ad esso collegati. Se non fosse possibile il riciclo, infatti, lo smaltimento delle batterie potrebbe avvenire solo con l'abbancamento in discariche idonee a ricevere rifiuti tossico-nocivi. Quest'ultima soluzione risulterebbe oltremodo onerosa sia per gli eccessivi costi della discarica sia per il mancato recupero e valorizzazione del metallo Pb e di alcune componenti plastiche, oltreché dannosa per l'ambiente. Il metallo riciclato dalle batterie esaurite rappresenta oltre il 40% della produzione italiana di piombo nonché il 37% del fabbisogno nazionale di metallo. Tale produzione secondaria richiede altresì minore energia rispetto a quella necessaria per la lavorazione del minerale. La pericolosità delle batterie esauste La parte attiva, costituita da ossido di piombo, applicata alla griglia, subisce alcune reazioni chimiche artificiali o naturali che lo trasformano in sali o altri composti del piombo generalmente più solubili e, quindi, più pericolosi e maggiormente disperdibili nell'ambiente. Il piombo è altamente tossico: blocca l'attività di alcuni enzimi interferendo sui processi biochimici vitali; gli organi umani particolarmente sensibili risultano il fegato, il sistema nervoso e l'apparato riproduttivo. Le materie plastiche che contengono la batteria, per quanto resistenti, possono rovinarsi e rompersi. Dopo l'abbandono, la batteria può subire urti, trascinamenti e schiacciamenti che conducono alla fuoriuscita dei componenti tossici e nocivi, tra i quali l'acido solforico, composto fortemente corrosivo che danneggia qualsiasi materiale col quale entra in contatto. Esso provoca ustioni anche gravi al contatto con la pelle, è pericoloso per ingestione e per inalazione, corrode i tessuti ed altri materiali di abbigliamento e protezione ed è in grado di acidificare grandi bacini o fonti idriche sotterranee o superficiali, danneggiando irreparabilmente flora e fauna e nuocendo, altrettanto irreparabilmente, alle risorse di acqua potabile od irrigua, intaccando le loro caratteristiche di neutralità chimica e di purezza biologica. La plastica è un materiale resistente e non biodegradabile, il quale, pur non esercitando di per sé un pericolo diretto per la salute, poiché chimicamente inerte, è però una fonte di inquinamento visivo: il forte impatto estetico negativo che consegue all'abbandono di rifiuti plastici deturpa il paesaggio. Inoltre, tutti i rifiuti, compresi i contenitori o i sacchetti di plastica, sono in grado di esercitare azioni negative di tipo fisico, come l'ostruzione di condotte, canali ed altro, o di tipo biologico, come il noto fenomeno del soffocamento da ingestione in grandi animali marini. Gli impianti di riciclaggio Il processo di recupero: frantumazione delle batterie Il prodotto frantumato con pezzatura calibrata è trasferito ad un sistema vagliante a umido dove avviene la separazione accurata della parte metallica fine ossidata dal mix di griglie metalliche e materie plastiche. La parte metallica fine (detta "pastello") viene trasferita ad un filtro pressa. Il mix di griglie metalliche e materie plastiche viene avviato, mediante nastri, al separatore idrodinamico in controcorrente che, sfruttando la differenza di densità dei vari componenti frantumati, separa le componenti plastiche da quelle metalliche. In questa fase viene anche liberata la parte liquida della batteria (soluzione acquosa di acido solforico) che è inviata all'impianto di neutralizzazione. In questo impianto avviene l'attacco dell'acido con calce idrata e con agenti flocculanti che consentono la decantazione dei solidi disciolti ed il raggiungimento della neutralizzazione del liquido ai valori fissati dalla normativa sugli effluenti. Fusione Raffinazione del prodotto Per la produzione di leghe di piombo si procede con 1'aggiunta dei metalli alliganti necessari. Il processo di raffinazione avviene a temperature oscillanti tra i 350 ed i 500° C. |