Aggiornato alle 11:38 di mercoledì 23 maggio 2012



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Ben dodici i brand automotive nell'Interbrand Best Global Brands 2011
La classifica dei cento brand globali a più alto valore economico, stilata dalla maggiore società di brand consultancy a livello internazionale, evidenzia come nel segmento “veicoli” sia stato premiato chi ha investito in innovazione e sostenibilità

10/10/2011  

La classifica annuale dei cento brand globali a maggior valore economico, che da dodici anni viene presentata da Interbrand in contemporanea mondiale, ha messo in evidenza una crescita dell’industria automotive, dovuta soprattutto a tre fattori: il miglioramento dei mercati europei, la rinascita di questo settore negli Stati Uniti e la forte domanda di automobili proveniente dalla Cina.

Sono dodici i brand automotive presenti nel Best Global Brands 2011: il primo - in undicesima posizione - è Toyota che presenta anche un incremento di valore del 6% e, questo, nonostante la crisi dovuta al terremoto che ha colpito il Giappone. In dodicesima posizione è salita Mercedes, in forte aumento; seguono Bmw al quindicesimo posto, Honda (19°), VolksWagen (47°), Ford (50°), Audi (59°), Hyundai (61°), Porsche (72°), Nissan Motor (90°), che rientra in classifica dopo un’assenza di tre anni, Ferrari (99°) e Harley Davidson (100°). Ferrari è uno dei tre brand italiani che appaiono tra i 100 top; gli altri due sono Gucci e Armani, tutti e tre in crescita rispetto alle edizioni precedenti.

Le case automobilistiche premiate dal mercato sono quelle che hanno saputo puntare, e comunicare, su innovazione e sostenibilità, con soluzioni tecnologiche volte a diminuire l’impatto ambientale, aumentare la qualità e ridurre i consumi e le emissioni. L’importanza della tecnologia appare evidente anche dal fatto che ben sei dei marchi “Top 10” sono aziende rappresentanti il mondo tecnologico: Ibm (2°), Microsoft (3°), Google (4°), Intel (7°), Apple (8°) e HP (10°). E i cinque brand che sono cresciuti di più rispetto allo scorso anno sono Apple, Amazon.com, Google, Samsung e Burberry, unica azienda non del settore “tecnologia”.

La metodologia sulla quale si basa Interbrand per il Best Global Brands è certificata ISO e analizza tre aspetti fondamentali: la prestazione economica dei prodotti o dei servizi che il brand contraddistingue, il ruolo del brand nel processo di decisione d’acquisto e la forza del brand nel continuare a generare margini per l’azienda. Questi criteri spiegano perché l’Italia, nonostante la presenza di eccellenze - per esempio, nel lusso o nell’alimentare - sia scarsamente rappresentata, in particolare, nelle parti alte della classifica.

Per saperne di più: www.interbrand.com - www.bestglobalbrands.com