Aggiornato alle 14:32 di mercoledì 23 maggio 2012



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Firmata l’intesa tra ABI e Confindustria per la moratoria sui debiti
L’accordo consentirà di dare una boccata d’ossigeno alle imprese, specialmente a quelle piccole e medie, che sotto i colpi della crisi stanno vivendo una situazione di vera e propria asfissia finanziaria.

03/08/2009  

E’ stato firmato ieri a Milano l’accordo sulla moratoria dei debiti, misura che consentirà di dare, soprattutto alle piccole e medie aziende, quella boccata di ossigeno di vitale importanza per affrontare quella che i tecnici non esitano a definire la più grave crisi economica mai verificatasi dal dopoguerra.
Con questa intesa sono state vinte, dunque, anche le ultime resistenze del sistema bancario italiano in merito a una manovra che praticamente tutte le associazioni di categoria aderenti al sistema Confindustriale, e in particolar modo quelle rappresentative dei costruttori di beni strumentali, avevano da tempo chiesto a gran voce. Ciò, forse anche a seguito della promessa da parte del ministro dell’economia Giulio Tremonti di modificare per gli istituti di credito il meccanismo fiscale sulle perdite legati ai crediti inesigibili o in sofferenza.

La firma dell’accordo, o per lo meno di quello che tecnicamente si chiama “avviso comune”, ha visto la presenza oltre che del Ministro Tremonti anche di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e di Corrado Faissola, numero uno dell’ABI, l’associazione sotto il cui capello sono riuniti e rappresentati gli istituti di credito italiani. ”Adesso è molto importante che l'accordo si concretizzi e che questa moratoria ci sia davvero, a settembre, quando gli imprenditori si presenteranno agli sportelli bancari”. Così si è espressa Emma Marcegaglia, che ha anche ricordato che, mai come ora, le aziende sotto i colpi della crisi hanno bisogno di respiro sul fronte creditizio, in special modo quelle definite “sane”.

Tecnicamente, l’accordo prevede per le aziende clienti delle banche che aderiranno al protocollo d’intesa firmato ieri la sospensione per 12 mesi dei pagamenti delle rate dei mutui e della quota capitale dei contratti di leasing immobiliare. La sospensione durerà invece 6 mesi, ovvero la metà, per il rimborso delle quote capitale dei leasing mobiliari. Inoltre, è previsto l'allungamento fino a 270 giorni delle scadenze del credito a breve, ovviamente se questi saranno certi ed esigibili. Da ultimo, sembra che le banche si daranno da fare anche per sostenere eventuali ricapitalizzazioni di aziende: in base all’intesa, gli istituti di credito si impegneranno infatti ad aprire nuove linee di finanziamento proprio per sostenere gli imprenditori che desiderassero investire nuovo capitale nelle proprie società.
Un altro piccolo passo in favore dell’economia reale è stato dunque compiuto, anche se come ha detto la Marcegaglia, restano ancora molto difficili i mesi che abbiamo davanti, con probabili ripercussioni sull’occupazione. La crisi dunque non può dirsi finita. Anche se i più concordano con il fatto che il fondo sia stato oramai toccato
 

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