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Edizione N° 39 del 16 luglio 2008


notizie
Assemblea Ucimu-Sistemi per Produrre: eccellente il bilancio 2007
29/06/2008 Eccellente il consuntivo 2007 per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione, che ha registrato una crescita a doppia cifra per tutti gli indicatori economici. Crescono produzione ed export così come consegne sul mercato interno e consumo.

In virtù di questi risultati l’industria italiana di settore ha consolidato la propria leadership internazionale, confermandosi al quarto posto della graduatoria mondiale per produzione e al terzo per vendite all’estero.

Questo, in sintesi, il bilancio dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione presentato all’annuale assemblea dei soci di Ucimu-Sistemi per Produrre. Accanto al presidente uscente Alberto Tacchella, Oscar Giannino, direttore di Libero Mercato, ‘intervistato’ dagli imprenditori presenti in sala sui temi di più stretta attualità in materia di fisco, finanza e politica economica.

Secondo i rilievi consuntivi elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre, e illustrati da Tacchella, nel 2007, la produzione italiana di settore si è attestata a 5.820 milioni di euro, per un incremento del 16,6% rispetto al 2006. Il positivo risultato è stato determinato sia dal buon andamento delle esportazioni aumentate, dell’11,9%, a 3.104 milioni di euro, sia dall’ottimo riscontro del mercato domestico.

Ancora una volta protagonista di un rilevante incremento, pari +23,2%, che ne ha proiettato il valore a 4.345 milioni di euro, il consumo interno ha premiato le vendite dei costruttori italiani. Cresciute a 2.716 milioni di euro, le consegne sul mercato interno hanno, infatti, registrato un incremento pari al 22,4% rispetto al 2006. Principali mercati di sbocco della produzione italiana sono risultati: Germania, Cina, USA, Spagna e Francia. Seguono Russia, Polonia e Turchia.

Nel 2007, sono cresciute le esportazioni in Germania (399,6 milioni di euro, +29,5% rispetto al 2006), Stati Uniti (216,5 milioni, +3,2%), Russia (152 milioni, +51,8%), Polonia (123,4 milioni, +20,4%), Turchia (102,5 milioni, +13,3%), India (94,7 milioni, +64,8%). Stazionarie le vendite in Francia (183,5 milioni, +1,3%). In controtendenza l’export in Cina (239,9 milioni, -5,7%) e Spagna (201,5 milioni, -0,2%).

L’eccellente andamento espresso dall’industria italiana di settore nel 2007 proseguirà, seppur a ritmo meno deciso, anche nel 2008. Secondo le previsioni, infatti, nel 2008, la produzione crescerà, del 9,6%, a 6.380 milioni di euro, in virtù dei positivi risultati raccolti sia all’estero che sul mercato interno. Le esportazioni registreranno un incremento dell’8,7%, attestandosi a 3.375 milioni. Le consegne dei costruttori sul mercato domestico raggiungeranno i 3.005 milioni di euro, il 10,6% in più rispetto al 2007. Il consumo interno crescerà, del 10%, a 4.780 milioni di euro, segno della forte domanda di sistemi di produzione che caratterizza l’industria manifatturiera italiana.

Alberto Tacchella ha commentato: “dopo le difficoltà indotte dalla negativa congiuntura internazionale, negli ultimi quattro anni, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione si è resa protagonista di una sorprendente ripresa che ne ha proiettato i valori a quote record, a testimonianza della grande energia e capacità dei costruttori di reagire alle difficoltà di contesto. Ora, nonostante il momento per noi costruttori ancora favorevole - ha rilevato Tacchella - lo spettro del rallentamento dell’economia mondiale getta alcune ombre sul nostro futuro. Un futuro aggravato dal contesto avverso nel quale noi imprenditori italiani ci troviamo a operare. Eccessiva burocrazia, spropositata pressione fiscale, insufficiente investimento in ricerca e sviluppo, e, più in generale, in operazioni volte a sostenere la crescita delle imprese, elevata spesa pubblica cui non corrisponde un’offerta di servizi adeguata sono solo alcuni dei problemi con cui i costruttori italiani devono confrontarsi quotidianamente. Oggi il governo gode di una maggioranza solida e chiara che gli impedisce di avere qualsiasi alibi per ciò che non sarà fatto. Noi costruttori italiani di sistemi per produrre ci aspettiamo dunque che siano finalmente rese operative tutte quelle misure in grado di sostenere l’attività di impresa che tanto ha dato e ancora può dare al sistema economico del paese. Dalle misure per l’alleggerimento della pressione fiscale, ai provvedimenti utili al sostegno della domanda in beni strumentali, indispensabile per il mantenimento del livello di competitività dell’industria italiana e quindi dell’intero sistema economico del paese. Tra le misure necessarie a tale scopo è sicuramente quella degli ammortamenti liberi - ha continuato il presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre. Questa proposta non incide, nel medio termine, sulle casse dello stato poiché implica soltanto una traslazione degli incassi per l’erario e, d’altro canto, stimola gli investimenti in beni strumentali. Nonostante ciò, tale richiesta non è stata inserita nella precedente legge finanziaria che, al contrario, ha previsto lo spostamento del tempo di ammortamento a 8 anni. Tutto questo crea notevoli problemi ai costruttori per primi, ma anche agli utilizzatori, in altre parole a tutta l’industria”.

“L’auspicio - ha concluso Tacchella - è che le autorità di governo, che si dicono attente alle esigenze delle imprese che trainano l’economia del paese, intervengano finalmente con misure decise come questa per sostenere l’industria che produce”.

L’assemblea coincide con il rinnovo delle cariche associative. Designato a succedere ad Alberto Tacchella è Giancarlo Losma, presidente e fondatore di Losma, società di Curno (BG), già vicepresidente della associazione dal 2003. Giancarlo Losma sarà presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre per il biennio 2008-2009.
La forza del marchio Wittenstein: strategia di unificazione del brand a livello globale
02/07/2008 Lo specialista nella tecnica di azionamento meccatronica con sede a Igersheim- Harthausen (Baden-Württemberg, Germania), prosegue così il cammino globale intrapreso nel 2001 con la fondazione della Wittenstein AG.

Il nome Wittenstein intende simboleggiare innovazione, precisione ed eccellenza nella tecnica di azionamento meccatronica, sia sul piano nazionale che internazionale. È impressionante la storia di questa azienda, che cominciò quasi 60 anni fa come piccolo produttore di macchine da cucire e che oggi offre in tutto il mondo soluzioni avanzate nel settore dei servosistemi elettromeccanici, con circa 1300 dipendenti e un fatturato annuale di 166,5 Mio euro (anno finanziario 2007/08).

I prodotti Wittenstein oggi sono posizionati soprattutto dove sono richiesti un azionamento, un controllo e una regolazione estremamente precisi. Nella sede produttiva in Germania hanno luogo Sviluppo e Produzione di riduttori epicicloidali ad alta precisione, sistemi di trasmissione elettromeccanici completi, così come servosistemi e motori a corrente alternata. Campi di applicazione dei prodotti provenienti dalle sette business unit sono, ad esempio, la robotica, le macchine utensili, il settore del packaging, dei trasporti/asservimento, le macchine per la produzione della carta e da stampa, la tecnica medicale, la tecnica di azionamenti da palcoscenico e sollevamento/avanzamento, fino alla Formula 1.

In virtù della sua forza, Wittenstein punta a crescere ulteriormente in nicchie come l’aeronautica e il settore aerospaziale, nella tecnologia medicale, così come in applicazioni estreme (ad esempio a migliaia di metri sotto lo strato di ghiaccio nel Mare del Nord, dove le trasmissioni Wittenstein sono impiegate per l’estrazione del gas naturale e del petrolio).

Con questa nuova strategia di unificazione del proprio brand, la Wittenstein è pronta per il mercato mondiale e per le sfide del futuro.

Manfred Wittenstein (65 anni), presidente del Consiglio di Amministrazione di Wittenstein AG, simboleggia con il proprio nome sul mercato il concetto di massima precisione e prodotti innovativi: “Vogliamo dimostrare che dietro ogni singolo prodotto Wittenstein esistono un’esperienza e un lavoro di sviluppo decennali a cui si riferiscono tutte le business unit. Una piattaforma di sviluppo comune riunisce infatti il nostro sapere e le nostre competenze principali. È da questa sinergia che traggono vantaggio i nostri clienti.”

Manfred Wittenstein è al tempo stesso presidente di VDMA (Verband Deutscher Maschinen- und Anlagenbau – Associazione Tedesca Costruttori Macchine e Impianti) e presiede quindi a uno dei settori industriali tedeschi di maggior spicco. Con oltre 929.000 dipendenti e un fatturato di 195 miliardi di euro nel 2007, le aziende rappresentate da VDMA sono tra le industrie tedesche
che offrono più possibilità di occupazione.

Il passaggio da marchi aziendali diversi a un’unica identità fondata su Business Unit e filiali solide in tutto il mondo è una logica conseguenza della compattezza e della forza sempre più consistenti del gruppo Wittenstein.

Con lo slogan “Wittenstein – Tutt’uno con il futuro” questo gruppo aziendale si presenta nel complesso con circa 60 filiali e rappresentanze in 40 paesi, rispettivamente nei settori degli azionamenti, degli ingranaggi, dell’elettronica, dei motori, della tecnica speciale e industriale, della tecnica medicale, dell’aeronautica, delle simulazioni e nel settore aerospaziale.

La filiale alpha getriebebau GmbH fondata nel 1984 dal 1° luglio 2008 si chiamerà Wittenstein alpha GmbH. Le altre Business Units, cioè Wittenstein electronics GmbH, Wittenstein motion control GmbH, Wittenstein cyber motor GmbH, Wittenstein intens GmbH, Wittenstein bastian GmbH e Wittenstein aerospace & simulation GmbH mantengono i loro nomi, adottando però il logo Wittenstein, con il nuovo colore sociale del gruppo.

Anche le filiali internazionali dal 1° luglio 2008 cambieranno ragione sociale e brand in Wittenstein, seguito dalla rispettiva forma giuridica nazionale.

Anche in Italia il team alpha riduttori spa si presenterà - dal 1° luglio 2008 – unicamente con una nuova ragione sociale e un nuovo logo, Wittenstein S.p.A., proseguendo così invariata la promozione dei propri prodotti attraverso il proprio team di persone dedite con grande professionalità alla cura del cliente.
Assemblea Federmacchine: positivo il bilancio 2007 dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali
12/07/2008 Questo è quanto emerge dai dati presentati questa mattina da Alberto Maria Sacchi, presidente di Federmacchine, in occasione della assemblea annuale cui hanno preso parte Giuseppe Morandini, presidente Piccola Industria di Confindustria, e Fabio Antoldi, vicedirettore Cersi, Centro di Ricerca per lo Sviluppo dell’Impresa dell’Università Cattolica.

Secondo i consuntivi elaborati dal Gruppo Statistiche Federmacchine, nel 2007, la produzione dell’industria italiana del bene strumentale è cresciuta a 37,3 miliardi di euro, registrando un incremento pari al 9,6% rispetto all’anno precedente.

Tale risultato è stato determinato sia dal buon andamento delle esportazioni sia dalla positiva performance messa a segno sul mercato interno.

Le consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico sono cresciute, del 9,8%, a 12,6 miliardi di euro, trainate dal consumo il cui valore, in virtù di un incremento del 9,8% rispetto al 2006, è andato oltre i 19 miliardi di euro.

Le esportazioni, cresciute del 9,5%, hanno toccato il valore record di 24,8 miliardi di euro.

Nel 2007, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di settore sono risultati: Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna, Cina e Hong Kong, Russia, Turchia, Regno Unito, Polonia e Svizzera.

Le vendite dell’industria italiana di settore nei paesi dell’Unione Europea sono cresciute, del 12%, a 12 miliardi di euro. Soddisfacente il risultato ottenuto sul mercato tedesco dove le consegne di macchinari italiani sono cresciute, del 15,1%, a 2,2 miliardi di euro.

In crescita le vendite in Francia (2,1 miliardi di euro, +12,9%) e Spagna (1,6 miliardi, +10,3%). Stabili le consegne in Gran Bretagna (930 milioni, +0,4%). Particolarmente positivo il riscontro delle vendite in Polonia, cresciute, del 18,1%, a 790 milioni di euro.

Con riferimento ai paesi extra-UE, dove le consegne di mezzi di produzione italiani sono cresciute del 17,5% per un valore superiore ai 3,4 miliardi di euro, si segnalano le buone performance raccolte dai costruttori italiani in Russia (1,1 miliardi +49,9%), e Svizzera (530 milioni, +18,7%). Stabili le vendite in Turchia (955 milioni, -0,6%).

L’Asia (escluso il Medio Oriente), è risultata la terza area di destinazione dei macchinari italiani, con quasi 2,9 miliardi di euro di macchine importate (-0,9%). Stabili le vendite in Cina (1,3 miliardi, -0,2%). In crescita l’export in India (510 milioni, +4,1%). In calo le vendite in Asia orientale (Corea del Sud, Giappone, Taiwan e Tailandia).

Sono leggermente diminuite le vendite di macchinari italiani in Nord America (-1,2%, 2,5 miliardi), sicuramente penalizzate dallo sfavorevole cambio euro dollaro: negli Stati Uniti (1,9 miliardi, -1,3%), in Canada (-10,9%), Messico (+6,9%, 394 milioni).

L’America Meridionale ha importato macchinari italiani per oltre un miliardo di euro, il 21% in più del 2006. Positivi i riscontri da Brasile (394 milioni, +13%), Argentina (162 milioni, +17,7%) e Venezuela (137 milioni, +45,9%).

L’Africa ha acquistato mezzi di produzione italiani per quasi 1,4 miliardi di euro, con un incremento dell’11,2% rispetto al 2006.

In Medio Oriente le vendite sono aumentate solo del 10,7%, superando il miliardo di euro.
Il successo dell’industria italiana dei mezzi di produzione dipende dalla fortissima propensione all’export che da sempre caratterizza i costruttori di macchine. Infatti, nonostante il tasso di cambio sfavorevole, nel 2007, il 66,3% della produzione nazionale di settore è stato assorbito dalla domanda proveniente dai mercati stranieri, a testimonianza dell’apprezzamento del made in Italy settoriale da parte degli utilizzatori di tutto il mondo.

Il saldo commerciale complessivo dei settori che fanno capo a Federmacchnie, nel 2007, è stato positivo per 18,2 miliardi di euro (il 9,4% in più rispetto al 2006).

Per comprendere il peso del settore per l’intero sistema economico del paese occorre rilevare che il saldo complessivo delle merci del paese, nel 2007, è stato passivo per 9,4 miliardi di euro. I due soli comparti con saldi attivi sono risultati quello arredamento/abbigliamento (+30,4 miliardi di euro) e quello delle macchine e apparecchi meccanici (+47,6 miliardi), al cui interno trovano collocazione i macchinari di Federmacchine (con un peso del 38%).

Alberto Sacchi, presidente Federmacchine, ha affermato: “i dati elaborati dal Gruppo Statistiche Federmacchine, sono soddisfacenti. Infatti, oltre a evidenziare un incremento per tutti i principali indicatori economici, confermano il proseguire del trend positivo avviato dall’industria italiana di settore nel 2006”.

“Nonostante ciò - ha rilevato il presidente di Federmacchine - permangono alcune criticità che possono e devono essere superate, pena la perdita di competitività dell’intero sistema economico del paese. Prima criticità è sicuramente la dimensione medio piccola delle imprese non più adeguata in relazione al nuovo contesto economico. A essa si aggiunge un necessario intervento da parte degli organi di governo e delle istituzioni affinché sia migliorato il contesto nel quale le imprese si trovano a operare”.

“Proprio in risposta alle esigenze di crescita non solo dimensionale delle imprese del settore, Federmacchine ha sviluppato un progetto che prevede l’illustrazione di un modello di business plan primo strumento utile alla pianificazione della attività aziendale. Il progetto, realizzato in collaborazione con Cersi, e presentato in assemblea, è un esempio di come la federazione operi per fare cultura di impresa”.

“Fare impresa in Italia è oggi ancora difficile. Noi costruttori di beni strumentali lavoriamo quotidianamente per migliorare e migliorarci, anche appoggiandoci alle federazioni e alle associazioni di categoria. Chiediamo perciò che le istituzioni contribuiscano a favorire la nostra crescita, altrimenti i nostri sforzi risulteranno vanificati”.

“Le prime misure attuate dal governo sembrano andare nella direzione giusta. Occorre continuare sulla stessa strada, considerando con particolare attenzione il tema della attività di ricerca e sviluppo. Più nel dettaglio, sono davvero necessarie misure concrete che permettano alle imprese di svolgere al meglio questa delicata e strategica funzione”.

In conclusione Alfredo Mariotti, segretario generale Federmacchine ha rilevato: “è fondamentale che si torni al meccanismo automatico di richiesta di credito di imposta, innalzato dal 15% al 40% per i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalle imprese per progetti realizzati in collaborazione con università e centri di ricerca. La richiesta è oggi legata a un sistema di prenotazione che rende l’accesso al servizio molto più complesso e articolato. Chiediamo pertanto che gli organi di governo intervengano immediatamente per re-introdurre il sistema di autocertificazione da parte dell’impresa. In più, chiediamo che, in aggiunta al provvedimento inserito nella finanziaria, sia previsto l’innalzamento del credito d'imposta, dal 10% al 20%, delle spese sostenute dalle aziende che operano in autonomia, con l’obiettivo di favorire in ogni modo l’attività di ricerca e innovazione indispensabile per il mantenimento della competitività dell’industria del paese”.
Smc Italia approva il bilancio 2007-2008 e riconferma il CdA
13/07/2008 Sono stati confermati, in qualità di consigliere delegato, Rosanna Cavagna, finance director e come consiglieri German Berakoetxea Usabiaga, general manager di Smc España, Ikuji Usui, executive managing director e senior general manager dell’Administration Dept. di Smc Corporation e Masashi Ishiwata, manager dell’International Business Dept. 2 (Europe) di Smc Corporation.

Sotto la guida di Walter D’Alessandro, Smc Italia ha raggiunto quest’anno il trentesimo anno di attività sul mercato italiano, sempre con un ruolo di primo piano e di guida per l’intero comparto.

Con il rinnovo delle cariche del C.d.A. per l’anno fiscale 2008-2009 la casa madre di Tokio ha manifestato la fiducia che gli investitori ripongono nello sviluppo della compagnia italiana. Il mercato italiano è infatti uno dei mercati europei con le più alte potenzialità e l’azionista, anche in virtù degli ambiziosi piani di sviluppo, si è mostrato fiducioso per il proseguimento di un percorso di crescita redditizia che rafforzi ancora di più il ruolo della consociata come player di riferimento nel settore dell’automazione industriale.

Con un fatturato di 86 milioni di euro Smc Italia è al secondo posto come vendite tra le 30 sedi Smc in Europa e ha una quota di mercato in Italia che si dovrebbe attestare al 17,6% (i dati ufficiali di categoria non sono ancora disponibili).
Festo ha nominato Giorgio Crepaldi marketing manager per la società
15/07/2008 Giorgio Crepaldi, 41 anni, milanese, dal primo luglio 2008 è stato nominato marketing manager di Festo. Sposato, una figlia, Crepaldi entra in Festo nel 1997, dopo aver trascorso otto anni presso Norgren. Il suo primo ruolo è tecnico di vendita, poi product manager dal 2003. Dopo alcuni percorsi di specializzazione in marketing management alla SDA Bocconi, trascorre un anno in Germania presso la sede centrale, dove è inserito nella direzione di product management Drives.
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Assemblea Ucimu-Sistemi per Produrre: eccellente il bilancio 2007
29/06/2008 Eccellente il consuntivo 2007 per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione, che ha registrato una crescita a doppia cifra per tutti gli indicatori economici. Crescono produzione ed export così come consegne sul mercato interno e consumo.

In virtù di questi risultati l’industria italiana di settore ha consolidato la propria leadership internazionale, confermandosi al quarto posto della graduatoria mondiale per produzione e al terzo per vendite all’estero.

Questo, in sintesi, il bilancio dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione presentato all’annuale assemblea dei soci di Ucimu-Sistemi per Produrre. Accanto al presidente uscente Alberto Tacchella, Oscar Giannino, direttore di Libero Mercato, ‘intervistato’ dagli imprenditori presenti in sala sui temi di più stretta attualità in materia di fisco, finanza e politica economica.

Secondo i rilievi consuntivi elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre, e illustrati da Tacchella, nel 2007, la produzione italiana di settore si è attestata a 5.820 milioni di euro, per un incremento del 16,6% rispetto al 2006. Il positivo risultato è stato determinato sia dal buon andamento delle esportazioni aumentate, dell’11,9%, a 3.104 milioni di euro, sia dall’ottimo riscontro del mercato domestico.

Ancora una volta protagonista di un rilevante incremento, pari +23,2%, che ne ha proiettato il valore a 4.345 milioni di euro, il consumo interno ha premiato le vendite dei costruttori italiani. Cresciute a 2.716 milioni di euro, le consegne sul mercato interno hanno, infatti, registrato un incremento pari al 22,4% rispetto al 2006. Principali mercati di sbocco della produzione italiana sono risultati: Germania, Cina, USA, Spagna e Francia. Seguono Russia, Polonia e Turchia.

Nel 2007, sono cresciute le esportazioni in Germania (399,6 milioni di euro, +29,5% rispetto al 2006), Stati Uniti (216,5 milioni, +3,2%), Russia (152 milioni, +51,8%), Polonia (123,4 milioni, +20,4%), Turchia (102,5 milioni, +13,3%), India (94,7 milioni, +64,8%). Stazionarie le vendite in Francia (183,5 milioni, +1,3%). In controtendenza l’export in Cina (239,9 milioni, -5,7%) e Spagna (201,5 milioni, -0,2%).

L’eccellente andamento espresso dall’industria italiana di settore nel 2007 proseguirà, seppur a ritmo meno deciso, anche nel 2008. Secondo le previsioni, infatti, nel 2008, la produzione crescerà, del 9,6%, a 6.380 milioni di euro, in virtù dei positivi risultati raccolti sia all’estero che sul mercato interno. Le esportazioni registreranno un incremento dell’8,7%, attestandosi a 3.375 milioni. Le consegne dei costruttori sul mercato domestico raggiungeranno i 3.005 milioni di euro, il 10,6% in più rispetto al 2007. Il consumo interno crescerà, del 10%, a 4.780 milioni di euro, segno della forte domanda di sistemi di produzione che caratterizza l’industria manifatturiera italiana.

Alberto Tacchella ha commentato: “dopo le difficoltà indotte dalla negativa congiuntura internazionale, negli ultimi quattro anni, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione si è resa protagonista di una sorprendente ripresa che ne ha proiettato i valori a quote record, a testimonianza della grande energia e capacità dei costruttori di reagire alle difficoltà di contesto. Ora, nonostante il momento per noi costruttori ancora favorevole - ha rilevato Tacchella - lo spettro del rallentamento dell’economia mondiale getta alcune ombre sul nostro futuro. Un futuro aggravato dal contesto avverso nel quale noi imprenditori italiani ci troviamo a operare. Eccessiva burocrazia, spropositata pressione fiscale, insufficiente investimento in ricerca e sviluppo, e, più in generale, in operazioni volte a sostenere la crescita delle imprese, elevata spesa pubblica cui non corrisponde un’offerta di servizi adeguata sono solo alcuni dei problemi con cui i costruttori italiani devono confrontarsi quotidianamente. Oggi il governo gode di una maggioranza solida e chiara che gli impedisce di avere qualsiasi alibi per ciò che non sarà fatto. Noi costruttori italiani di sistemi per produrre ci aspettiamo dunque che siano finalmente rese operative tutte quelle misure in grado di sostenere l’attività di impresa che tanto ha dato e ancora può dare al sistema economico del paese. Dalle misure per l’alleggerimento della pressione fiscale, ai provvedimenti utili al sostegno della domanda in beni strumentali, indispensabile per il mantenimento del livello di competitività dell’industria italiana e quindi dell’intero sistema economico del paese. Tra le misure necessarie a tale scopo è sicuramente quella degli ammortamenti liberi - ha continuato il presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre. Questa proposta non incide, nel medio termine, sulle casse dello stato poiché implica soltanto una traslazione degli incassi per l’erario e, d’altro canto, stimola gli investimenti in beni strumentali. Nonostante ciò, tale richiesta non è stata inserita nella precedente legge finanziaria che, al contrario, ha previsto lo spostamento del tempo di ammortamento a 8 anni. Tutto questo crea notevoli problemi ai costruttori per primi, ma anche agli utilizzatori, in altre parole a tutta l’industria”.

“L’auspicio - ha concluso Tacchella - è che le autorità di governo, che si dicono attente alle esigenze delle imprese che trainano l’economia del paese, intervengano finalmente con misure decise come questa per sostenere l’industria che produce”.

L’assemblea coincide con il rinnovo delle cariche associative. Designato a succedere ad Alberto Tacchella è Giancarlo Losma, presidente e fondatore di Losma, società di Curno (BG), già vicepresidente della associazione dal 2003. Giancarlo Losma sarà presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre per il biennio 2008-2009.
La forza del marchio Wittenstein: strategia di unificazione del brand a livello globale
02/07/2008 Lo specialista nella tecnica di azionamento meccatronica con sede a Igersheim- Harthausen (Baden-Württemberg, Germania), prosegue così il cammino globale intrapreso nel 2001 con la fondazione della Wittenstein AG.

Il nome Wittenstein intende simboleggiare innovazione, precisione ed eccellenza nella tecnica di azionamento meccatronica, sia sul piano nazionale che internazionale. È impressionante la storia di questa azienda, che cominciò quasi 60 anni fa come piccolo produttore di macchine da cucire e che oggi offre in tutto il mondo soluzioni avanzate nel settore dei servosistemi elettromeccanici, con circa 1300 dipendenti e un fatturato annuale di 166,5 Mio euro (anno finanziario 2007/08).

I prodotti Wittenstein oggi sono posizionati soprattutto dove sono richiesti un azionamento, un controllo e una regolazione estremamente precisi. Nella sede produttiva in Germania hanno luogo Sviluppo e Produzione di riduttori epicicloidali ad alta precisione, sistemi di trasmissione elettromeccanici completi, così come servosistemi e motori a corrente alternata. Campi di applicazione dei prodotti provenienti dalle sette business unit sono, ad esempio, la robotica, le macchine utensili, il settore del packaging, dei trasporti/asservimento, le macchine per la produzione della carta e da stampa, la tecnica medicale, la tecnica di azionamenti da palcoscenico e sollevamento/avanzamento, fino alla Formula 1.

In virtù della sua forza, Wittenstein punta a crescere ulteriormente in nicchie come l’aeronautica e il settore aerospaziale, nella tecnologia medicale, così come in applicazioni estreme (ad esempio a migliaia di metri sotto lo strato di ghiaccio nel Mare del Nord, dove le trasmissioni Wittenstein sono impiegate per l’estrazione del gas naturale e del petrolio).

Con questa nuova strategia di unificazione del proprio brand, la Wittenstein è pronta per il mercato mondiale e per le sfide del futuro.

Manfred Wittenstein (65 anni), presidente del Consiglio di Amministrazione di Wittenstein AG, simboleggia con il proprio nome sul mercato il concetto di massima precisione e prodotti innovativi: “Vogliamo dimostrare che dietro ogni singolo prodotto Wittenstein esistono un’esperienza e un lavoro di sviluppo decennali a cui si riferiscono tutte le business unit. Una piattaforma di sviluppo comune riunisce infatti il nostro sapere e le nostre competenze principali. È da questa sinergia che traggono vantaggio i nostri clienti.”

Manfred Wittenstein è al tempo stesso presidente di VDMA (Verband Deutscher Maschinen- und Anlagenbau – Associazione Tedesca Costruttori Macchine e Impianti) e presiede quindi a uno dei settori industriali tedeschi di maggior spicco. Con oltre 929.000 dipendenti e un fatturato di 195 miliardi di euro nel 2007, le aziende rappresentate da VDMA sono tra le industrie tedesche
che offrono più possibilità di occupazione.

Il passaggio da marchi aziendali diversi a un’unica identità fondata su Business Unit e filiali solide in tutto il mondo è una logica conseguenza della compattezza e della forza sempre più consistenti del gruppo Wittenstein.

Con lo slogan “Wittenstein – Tutt’uno con il futuro” questo gruppo aziendale si presenta nel complesso con circa 60 filiali e rappresentanze in 40 paesi, rispettivamente nei settori degli azionamenti, degli ingranaggi, dell’elettronica, dei motori, della tecnica speciale e industriale, della tecnica medicale, dell’aeronautica, delle simulazioni e nel settore aerospaziale.

La filiale alpha getriebebau GmbH fondata nel 1984 dal 1° luglio 2008 si chiamerà Wittenstein alpha GmbH. Le altre Business Units, cioè Wittenstein electronics GmbH, Wittenstein motion control GmbH, Wittenstein cyber motor GmbH, Wittenstein intens GmbH, Wittenstein bastian GmbH e Wittenstein aerospace & simulation GmbH mantengono i loro nomi, adottando però il logo Wittenstein, con il nuovo colore sociale del gruppo.

Anche le filiali internazionali dal 1° luglio 2008 cambieranno ragione sociale e brand in Wittenstein, seguito dalla rispettiva forma giuridica nazionale.

Anche in Italia il team alpha riduttori spa si presenterà - dal 1° luglio 2008 – unicamente con una nuova ragione sociale e un nuovo logo, Wittenstein S.p.A., proseguendo così invariata la promozione dei propri prodotti attraverso il proprio team di persone dedite con grande professionalità alla cura del cliente.
Assemblea Federmacchine: positivo il bilancio 2007 dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali
12/07/2008 Questo è quanto emerge dai dati presentati questa mattina da Alberto Maria Sacchi, presidente di Federmacchine, in occasione della assemblea annuale cui hanno preso parte Giuseppe Morandini, presidente Piccola Industria di Confindustria, e Fabio Antoldi, vicedirettore Cersi, Centro di Ricerca per lo Sviluppo dell’Impresa dell’Università Cattolica.

Secondo i consuntivi elaborati dal Gruppo Statistiche Federmacchine, nel 2007, la produzione dell’industria italiana del bene strumentale è cresciuta a 37,3 miliardi di euro, registrando un incremento pari al 9,6% rispetto all’anno precedente.

Tale risultato è stato determinato sia dal buon andamento delle esportazioni sia dalla positiva performance messa a segno sul mercato interno.

Le consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico sono cresciute, del 9,8%, a 12,6 miliardi di euro, trainate dal consumo il cui valore, in virtù di un incremento del 9,8% rispetto al 2006, è andato oltre i 19 miliardi di euro.

Le esportazioni, cresciute del 9,5%, hanno toccato il valore record di 24,8 miliardi di euro.

Nel 2007, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di settore sono risultati: Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna, Cina e Hong Kong, Russia, Turchia, Regno Unito, Polonia e Svizzera.

Le vendite dell’industria italiana di settore nei paesi dell’Unione Europea sono cresciute, del 12%, a 12 miliardi di euro. Soddisfacente il risultato ottenuto sul mercato tedesco dove le consegne di macchinari italiani sono cresciute, del 15,1%, a 2,2 miliardi di euro.

In crescita le vendite in Francia (2,1 miliardi di euro, +12,9%) e Spagna (1,6 miliardi, +10,3%). Stabili le consegne in Gran Bretagna (930 milioni, +0,4%). Particolarmente positivo il riscontro delle vendite in Polonia, cresciute, del 18,1%, a 790 milioni di euro.

Con riferimento ai paesi extra-UE, dove le consegne di mezzi di produzione italiani sono cresciute del 17,5% per un valore superiore ai 3,4 miliardi di euro, si segnalano le buone performance raccolte dai costruttori italiani in Russia (1,1 miliardi +49,9%), e Svizzera (530 milioni, +18,7%). Stabili le vendite in Turchia (955 milioni, -0,6%).

L’Asia (escluso il Medio Oriente), è risultata la terza area di destinazione dei macchinari italiani, con quasi 2,9 miliardi di euro di macchine importate (-0,9%). Stabili le vendite in Cina (1,3 miliardi, -0,2%). In crescita l’export in India (510 milioni, +4,1%). In calo le vendite in Asia orientale (Corea del Sud, Giappone, Taiwan e Tailandia).

Sono leggermente diminuite le vendite di macchinari italiani in Nord America (-1,2%, 2,5 miliardi), sicuramente penalizzate dallo sfavorevole cambio euro dollaro: negli Stati Uniti (1,9 miliardi, -1,3%), in Canada (-10,9%), Messico (+6,9%, 394 milioni).

L’America Meridionale ha importato macchinari italiani per oltre un miliardo di euro, il 21% in più del 2006. Positivi i riscontri da Brasile (394 milioni, +13%), Argentina (162 milioni, +17,7%) e Venezuela (137 milioni, +45,9%).

L’Africa ha acquistato mezzi di produzione italiani per quasi 1,4 miliardi di euro, con un incremento dell’11,2% rispetto al 2006.

In Medio Oriente le vendite sono aumentate solo del 10,7%, superando il miliardo di euro.
Il successo dell’industria italiana dei mezzi di produzione dipende dalla fortissima propensione all’export che da sempre caratterizza i costruttori di macchine. Infatti, nonostante il tasso di cambio sfavorevole, nel 2007, il 66,3% della produzione nazionale di settore è stato assorbito dalla domanda proveniente dai mercati stranieri, a testimonianza dell’apprezzamento del made in Italy settoriale da parte degli utilizzatori di tutto il mondo.

Il saldo commerciale complessivo dei settori che fanno capo a Federmacchnie, nel 2007, è stato positivo per 18,2 miliardi di euro (il 9,4% in più rispetto al 2006).

Per comprendere il peso del settore per l’intero sistema economico del paese occorre rilevare che il saldo complessivo delle merci del paese, nel 2007, è stato passivo per 9,4 miliardi di euro. I due soli comparti con saldi attivi sono risultati quello arredamento/abbigliamento (+30,4 miliardi di euro) e quello delle macchine e apparecchi meccanici (+47,6 miliardi), al cui interno trovano collocazione i macchinari di Federmacchine (con un peso del 38%).

Alberto Sacchi, presidente Federmacchine, ha affermato: “i dati elaborati dal Gruppo Statistiche Federmacchine, sono soddisfacenti. Infatti, oltre a evidenziare un incremento per tutti i principali indicatori economici, confermano il proseguire del trend positivo avviato dall’industria italiana di settore nel 2006”.

“Nonostante ciò - ha rilevato il presidente di Federmacchine - permangono alcune criticità che possono e devono essere superate, pena la perdita di competitività dell’intero sistema economico del paese. Prima criticità è sicuramente la dimensione medio piccola delle imprese non più adeguata in relazione al nuovo contesto economico. A essa si aggiunge un necessario intervento da parte degli organi di governo e delle istituzioni affinché sia migliorato il contesto nel quale le imprese si trovano a operare”.

“Proprio in risposta alle esigenze di crescita non solo dimensionale delle imprese del settore, Federmacchine ha sviluppato un progetto che prevede l’illustrazione di un modello di business plan primo strumento utile alla pianificazione della attività aziendale. Il progetto, realizzato in collaborazione con Cersi, e presentato in assemblea, è un esempio di come la federazione operi per fare cultura di impresa”.

“Fare impresa in Italia è oggi ancora difficile. Noi costruttori di beni strumentali lavoriamo quotidianamente per migliorare e migliorarci, anche appoggiandoci alle federazioni e alle associazioni di categoria. Chiediamo perciò che le istituzioni contribuiscano a favorire la nostra crescita, altrimenti i nostri sforzi risulteranno vanificati”.

“Le prime misure attuate dal governo sembrano andare nella direzione giusta. Occorre continuare sulla stessa strada, considerando con particolare attenzione il tema della attività di ricerca e sviluppo. Più nel dettaglio, sono davvero necessarie misure concrete che permettano alle imprese di svolgere al meglio questa delicata e strategica funzione”.

In conclusione Alfredo Mariotti, segretario generale Federmacchine ha rilevato: “è fondamentale che si torni al meccanismo automatico di richiesta di credito di imposta, innalzato dal 15% al 40% per i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalle imprese per progetti realizzati in collaborazione con università e centri di ricerca. La richiesta è oggi legata a un sistema di prenotazione che rende l’accesso al servizio molto più complesso e articolato. Chiediamo pertanto che gli organi di governo intervengano immediatamente per re-introdurre il sistema di autocertificazione da parte dell’impresa. In più, chiediamo che, in aggiunta al provvedimento inserito nella finanziaria, sia previsto l’innalzamento del credito d'imposta, dal 10% al 20%, delle spese sostenute dalle aziende che operano in autonomia, con l’obiettivo di favorire in ogni modo l’attività di ricerca e innovazione indispensabile per il mantenimento della competitività dell’industria del paese”.
Smc Italia approva il bilancio 2007-2008 e riconferma il CdA
13/07/2008 Sono stati confermati, in qualità di consigliere delegato, Rosanna Cavagna, finance director e come consiglieri German Berakoetxea Usabiaga, general manager di Smc España, Ikuji Usui, executive managing director e senior general manager dell’Administration Dept. di Smc Corporation e Masashi Ishiwata, manager dell’International Business Dept. 2 (Europe) di Smc Corporation.

Sotto la guida di Walter D’Alessandro, Smc Italia ha raggiunto quest’anno il trentesimo anno di attività sul mercato italiano, sempre con un ruolo di primo piano e di guida per l’intero comparto.

Con il rinnovo delle cariche del C.d.A. per l’anno fiscale 2008-2009 la casa madre di Tokio ha manifestato la fiducia che gli investitori ripongono nello sviluppo della compagnia italiana. Il mercato italiano è infatti uno dei mercati europei con le più alte potenzialità e l’azionista, anche in virtù degli ambiziosi piani di sviluppo, si è mostrato fiducioso per il proseguimento di un percorso di crescita redditizia che rafforzi ancora di più il ruolo della consociata come player di riferimento nel settore dell’automazione industriale.

Con un fatturato di 86 milioni di euro Smc Italia è al secondo posto come vendite tra le 30 sedi Smc in Europa e ha una quota di mercato in Italia che si dovrebbe attestare al 17,6% (i dati ufficiali di categoria non sono ancora disponibili).
Festo ha nominato Giorgio Crepaldi marketing manager per la società
15/07/2008 Giorgio Crepaldi, 41 anni, milanese, dal primo luglio 2008 è stato nominato marketing manager di Festo. Sposato, una figlia, Crepaldi entra in Festo nel 1997, dopo aver trascorso otto anni presso Norgren. Il suo primo ruolo è tecnico di vendita, poi product manager dal 2003. Dopo alcuni percorsi di specializzazione in marketing management alla SDA Bocconi, trascorre un anno in Germania presso la sede centrale, dove è inserito nella direzione di product management Drives.
notizie
Ucif: Claudio Minelli è stato nominato presidente
09/07/2008 È Claudio Minelli il successore di Vittorio Leoni alla presidenza di Ucif (unione costruttori impianti di finitura). Minelli è attualmente il presidente e amministratore delegato della società Verind, appartenente al gruppo Dürr; Leoni rimarrà presidente vicario di Anima (associazioni nazionali dell’industria meccanica varia e affine).

Il neo eletto nel suo primo discorso ha sottolineato l’importanza dell’associazione: ”Oggi la nostra associazione riunisce e rappresenta le più importanti aziende operanti nel settore degli impianti, delle macchine e delle attrezzature per il trattamento delle superfici”.

In particolare Minelli si adopererà per migliorare le attività di comunicazione, i rapporti fra Ucif e Anima, l’attività fieristica e la comunicazione verso gli associati e verso l’esterno. Per quanto attiene all’attività tecnica e di formazione, ha sottolineato il suo impegno nello studio e nella divulgazione delle normative tecniche di sicurezza relative alle macchine e agli impianti del settore.

La proposta più interessante è la redazione di linee guida Ucif che coprano argomenti come la legislazione tecnica di prodotto, la direttiva atex e macchine, la legislazione per l’uso delle sostanze chimiche, in particolare le Reach e la direttiva Cov e una legislazione in tema di sicurezza sul lavoro.

Un occhio di riguardo sarà dedicato alle attività di ricerca avviate da alcuni anni con il Politecnico di Milano attraverso Poliefun che si propone di dare una risposta alle esigenze di crescita del mondo produttivo, favorendo l’avanzamento culturale del settore.
KTM sceglie la tecnologia MagicWave 4000 di Fronius
16/07/2008 L'automatizzazione dei processi produttivi rientra tra i compiti ricorrenti, importanti e impellenti delle aziende dell'industria della lavorazione del metallo. I costruttori di motociclette di KTM, nella cittadina austriaca di Mattighofen, hanno trovato una soluzione per unire i componenti del telaio del loro ambito prodotto-novità RC8 con un grado di automatizzazione del 90%. Gli esperti tecnici del settore riferiscono di esperienze positive con il sistema MagicWave 4000 di Fronius.

Il veicolo da strada RC8 è uno dei modelli di Ktm più all'avanguardia e di successo. Oltre alla resistenza dei giunti di saldatura la sua fortuna è dovuta tra l'altro a un look accattivante. La RC8 ha un telaio saldato esclusivamente con giunti Tig (tungsteno-gas inerte). All'elevata qualità del giunto realizzato con il processo Tig si contrappone però lo svantaggio di una produttività relativamente ridotta, di norma inferiore di circa due terzi rispetto alla moderna saldatura Mag (metallo-gas attivo).

Gli esperti in tecnologia di Ktm di Mattighofen hanno percorso un cammino evolutivo di tre anni per raggiungere un'automatizzazione del 90% nella fabbricazione dei loro telai. Il risultato ottenuto è stato una significativa riduzione dello svantaggio in termini produttivi del processo Tig rispetto al processo Mag.

Il responsabile di produzione Josef Baier racconta: "In questo modo uniamo giunti Tig particolarmente sottili ed estremamente puliti. I pezzi sono costituiti da lamiere spesse 1,2 mm e da tubi realizzati con il materiale tipo 25 CrMo4. Il sistema di saldatura di nostra scelta è MagicWave di Fronius".

Un sistema di trasporto a pallet appositamente concepito consegna ai robot Abb i componenti da saldare fino al completamento del telaio. La misura a dei giunti a scanalatura e a V è pari a 2 mm, le fessure da riempire sono larghe 2 mm. Il "cuore" di questo veicolo da corsa fatto di sezioni tubolari saldate resiste senza problemi alle sollecitazioni meccaniche e dinamiche su strada o sui percorsi da motocross.

I tipici "impulsi" agiscono in modo che il materiale d'apporto si fonda rivestendo a scaglie, come un cordone. Lo sviluppo di calore dosabile con precisione e relativamente elevato nella saldatura a impulsi Tig consente un buon riempimento delle fessure e una perfetta rilevazione del vertice. Si evitano così errori di saldatura all'inizio e alla fine del giunto, soprattutto in caso di saldatura di tubi.
Anima: Sicurtech Expo 2008. Appuntamento a Fiera Milano dal 25 al 28 novembre
16/07/2008 In occasione della conferenza stampa di presentazione di Sicurtech Expo 2008, sono stati resi noti i dati Anima sull’industria meccanica varia e affine. Nel 2007 il fatturato è stato di 2,2 miliardi di euro, e il settore sicurezza ha fatto registrare un incremento complessivo della produzione del 5,8% e del 21,7% sulla quota export rispetto all’anno precedente. Nel 2008 si stima che la produzione complessiva supererà i 2,3 miliardi di euro con una previsione di 4,9% sul fatturato e un identico 4,9% sull’export.

Il comparto “Sicurezza” si compone di tre realtà distinte: i comparti dei materiali antincendio, dei dispositivi per la protezione individuale sul lavoro, degli impianti e apparecchiature di insonorizzazione. Da rilevare che questi tre settori, tradizionalmente caratterizzati da una quota export contenuta, stanno registrando una progressiva apertura verso i mercati esteri.

Il settore materiali antincendio mostra una crescita nella produzione pari al 4,4% nel 2007 che si rafforza secondo le previsioni con un valore pari a 5%. Le esportazioni, in leggera flessione nel 2007, sono previste in leggera ripresa.

Il settore dei dispositivi di protezione individuale sul lavoro ha fatto registrare un incremento della produzione di 5,9% nel 2007 e 6,2% nel 2008 mentre l’export ha registrato un’importante aumento nell’ordine del 24,9% nel 2007 e prevede un 5,9% nel 2008 dato che si prevede dovrebbe consolidarsi nel 2008.

Il comparto impianti di insonorizzazione evidenzia dati di produzione in ripresa nel 2007 rispetto al 2006 (+9,8%), e pressoché stabili per il 2008 con un 1,5%. Anche le esportazioni sono in netta espansione con un 45,3% nel 2007 per stabilizzarsi a un 3% nel 2008.

I dati in costante crescita, non devono indurre ad abbassare la guardia. Il ritrovamento a Lodi di 18mila estintori cinesi senza marchio CE, ripropone il tema della lotta alla contraffazione quale uno degli elementi critici per riuscire a migliorare anche le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni.
Compotec e Materialica: un accordo importante per l’industria dei compositi
16/07/2008 Dal 29 al 31 ottobre, si svolgerà a Marina di Carrara la prima edizione di Compotec, la rassegna della produzione in composito e tecnologie correlate, unica nel suo genere in Italia.

La sottoscrizione di un accordo di collaborazione fra Compotec e Materialica, appartiene a una strategia vincente da parte di CarraraFiere, l’evento fieristico di Monaco di Baviera che dal 14 al 16 ottobre celebra la sua undicesima edizione, raccogliendo produttori, distributori e fornitori di tecnologie specifiche a livello internazionale.

L’accordo prevede la mutua promozione tra Materialica e Compotec per assicurare così a espositori, costruttori, distributori e produttori di tecnologie il non trascurabile beneficio di una visibilità a 360° nel variegato panorama dei settori industriali che utilizzano i compositi e nella ricerca di tecnologie di produzione sempre più economiche e precise.

Come già negli anni si è evidenziato in occasione della kermesse tedesca, quest’anno più che mai si può scommettere su un’ulteriore evoluzione e crescita del settore e del suo mercato. Sempre più profitti, infatti, (arredamento, svago, sport, trasporti), grazie all’impiego dei compositi, potranno essere “customizzati” ad hoc, seguendo le specifiche esigenze e desideri di ogni committente.
Neeter Drive rinnova il sito web
17/07/2008 Neeter Drive, società del Gruppo Power Jacks, ha appena inaugurato un nuovissimo sito web dedicato ai propri rinvii angolari con ingranaggi conici spiroidali.

Le nuove funzioni includono descrizioni multimediali delle singole linee di ingranaggi, menu in stile Windows, storia aziendale dettagliata e collegamenti integrati al sito web del gruppo Power Jacks contenente informazioni particolareggiate sui prodotti, nel quale si possono trovare modelli Cad 3D, cataloghi e manuali. Nella pagina dei contatti, un video porterà il visitatore in un breve volo fino alla porta d'ingresso dello stabilimento di Fraserburgh, Scozia.

Il nuovo sito web consentirà di migliorare l'esperienza del cliente e accedere a informazioni su prodotti e azienda in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Il sito Web sarà aggiornato costantemente con nuove funzioni e nuovi contenuti.

Neeter Drive oggi appartiene al gruppo Power Jacks e ha sede nei propri uffici e impianti scozzesi. L'azienda è specializzata nella progettazione e la fornitura di rinvii angolari ad elevate prestazioni meccaniche.
prodotti
Mikron Tool: punta per forare le superfici inclinate del programma CrazyDrill
11/07/2008 Forare le superfici inclinate con precisione è difficile. Le forature che attraversano il pezzo con un angolo acuto fanno aumentare le difficoltà. Qui agiscono le forze che rendono precaria una lavorazione precisa. Mikron Tool ha messo a punto una punta pilota per l’”immersione” inclinata nei più svariati materiali che provvede a una perfetta guida.

La punta pilota CrazyDrill Crosspilot è stata sviluppata in modo da effettuare direttamente una foratura con un angolo d’inclinazione massima di 65°. L’innovativa punta, permette di ridurre i tre passaggi necessari finora (lamatura fresa frontale, centraggio, foratura) a due (foro pilota e foratura lunga) e garantisce nello stesso tempo una maggiore precisione grazie a una buona guida.

I punti di forza del prodotto sono la costruzione compatta e stabile e l’angolo di punta di 170° che permette la giusta guida al foro successivo in modo da impedire la scheggiatura degli angoli taglienti. La punta a esecuzione lunga non rileva alcun gradino alla transizione per cui una rifinitura è spesso superflua.

Il programma è stato adattato ai prodotti CrazyDrill già esistenti: i diametri vanno da 0,4 mm fino a 6 mm e sono disponibili da magazzino con incrementi da 0,5 mm.

Con queste migliorie è possibili effettuare senza problemi forature inclinate precise e sicure in diversi materiali, riducendo la lavorazione di un passo e risparmiando tempo e denaro.
Moog Fcs: simulatori di guida di ultima generazione per la Scuderia Ferrari
12/07/2008 La Ferrari si affida a Moog Fcs. L’azienda olandese, che fa parte di Moog Industrial Group, fornirà un simulatore di guida dinamica di ultima generazione per lo stabilimento italiano di Maranello.
Questo progetto, del valore di milioni di euro, sarà caratterizzato da una soluzione di controllo del movimento personalizzata, abbinata a un meccanismo di movimento, un sistema di controllo della forza, un pacchetto software completo, una piattaforma superiore e una workstation per l’operatore dedicata.

Marco Fainello, responsabile del gruppo car performance e del settore ricerca e sviluppo della Scuderia Ferrari, ha dichiarato: “Il simulatore di guida dinamico è per noi un nuovo passo in avanti verso la realizzazione di test virtuali. Siamo stati colpiti dalla grande esperienza di Moog FCS nel controllo del movimento e dalla loro capacità di sfruttare al meglio ogni dettaglio della progettazione meccanica per migliorare le prestazioni complessive del sistema, nonché il comfort e la sicurezza dei nostri piloti. Il simulatore di guida dinamico servirà a implementare i test di prossima generazione che stiamo progettando e che rappresenteranno la piattaforma di lancio per i nostri futuri successi”.

“Questa è per noi una grande opportunità per dare prova della nostra esperienza nel controllo del movimento e nei sistemi di collaudo sviluppando dei test d'avanguardia in collaborazione con il cliente", ha affermato Pim van den Dijssel, market manager Test Systems di Moog Fcs.

“Possiamo vantare oltre venti anni di esperienza nella progettazione di soluzioni di collaudo hardware e human-in-the-loop (h2il) per simulatori di guida, poiché proprio Moog Fcs ha aperto la strada alla tecnologia di controllo avanzata. Questo progetto costituirà un ulteriore balzo in avanti nella tecnologia h2il garantendo una maggiore fedeltà grazie alla cinematica avanzata della piattaforma e all’ottimizzazione delle informazioni di controllo del movimento”, prosegue Van den Dijssel.

L’esclusiva tecnologia ad anello di forza rappresenta la base tecnica di tutte le soluzioni proposte da Moog Fcs e, unita ad attuatori elettrici estremamente reattivi e a sofisticati modelli software, offre il control loading più fedele oggi disponibile sul mercato.
THK: attuatore cilindrico a sezione circolare
16/07/2008 Il momento di inerzia dell’attuatore Ekr raggiunge lo stesso valore in entrambe le direzioni x-y, grazie alla sezione prevalentemente cilindrica. Questo significa poter scegliere liberamente le posizioni di montaggio senza vincoli di posizione per ragioni di rigidezza.

L’asse cilindrico tipo Ekr raggiunge valori di rigidezza simili ai tipi Kr 46 e 55 ma con peso simile alla taglia 33, garantendo una combinazione ottimale di peso e rigidezza strutturale.

Il comprovato concetto costruttivo degli attuatori Kr e Skr, che prevede la chiocciola della vite integrata nel carrello in posizione centrale all’asse dell’attuatore, per l’azionamento del carrello stesso, è oggi esteso a questo nuovo attuatore.

La tecnologia Caged Ball assicura movimenti scorrevoli, manutenzione ridotta e livelli di rumorosità bassissimi, anche in condizioni di alta velocità.
Siemens: VAI Metals Technologies al meeting di Cracovia
16/07/2008 Mostrati al secondo Media Summit di Cracovia le novità di Vai Metals technologies. Il Ceo della divisione Richard Pfeiffer ha illustrato le acquisizioni, i nuovi prodotti e le strategie future della compagnia.

Nel corso del 2007 Siemens Vai Metals Technologies ha aumentato del 33% il volume degli ordini ricevuti, per un totale di 3,5 milioni di euro. I risultati positivi, per cui è anche previsto un incremento nel prossimo anno, sono frutto di una chiara strategia messa a punto dalla business unit per aumentare la sua competitività e fronteggiare i cambiamenti del mercato.

In quest’ottica è avvenuta nell’aprile 2008 l’acquisizione di Morgan Construction di Worcester (Massachusetts, USA), fornitore a livello mondiale di tecnologia e processi per i prodotti lunghi, che ha raggiunto nel 2007 un volume di vendite di 230 milioni $ impiegando circa 1.100 persone. La collaborazione con partner locali e le joint venture sono state un’occasione importante per la crescita in Cina, Russia e Ucraina, paesi considerati strategici per la grande possibilità di espansione. I progetti più importanti saranno supervisionati da nove centri di competenza tecnica di Siemens Vai in Austria, Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna, Germania e Stati Uniti.

Volker Schwich, vice-presidente progetti per Arcelor Mittal Poland e Kurt Roter, vice presidente Laminazione Nastri di Siemens hanno poi annunciato che dopo soli dieci mesi dall’inaugurazione, il laminatoio a caldo del gruppo Arcelor Mittal di Cracovia (Polonia), installato da Siemens nel tempo record di 23 mesi, ha raggiunto la capacità di progetto.

Siemens ha poi presentato un progetto per la protezione del clima. Si tratta di sistemi per la produzione di ghisa e il trattamento dei gas di scarto della sinterizzazione che consentono di ridurre del 90% rispetto ai metodi tradizionali le emissioni di sostanze inquinanti. I sistemi sono Corex, Finex e Meros. Risale al novembre 2007 l’avvio del nuovo impianto C-3000 Corex di Baosteel Pudong and Steel CO a Luojing, vicino a Shangai: grazie alla nuova tecnica c’è stata una riduzione quasi totale delle emissioni di SOx e NOx. Le tecnologie Finex e Meros, per l’industria dell’acciaio e del ferro, permettono di tagliare in modo considerevole le emissioni nocive di una delle più grandi fonti di inquinamento.
HBM: albero di misurazione della coppia T22
17/07/2008 La multinazionale tedesca, arricchisce la propria offerta di sensori di coppia per banchi di prova high-end con un albero di misurazione della coppia per applicazioni caratterizzate da minori esigenze di precisione: misurazioni della coppia statiche e dinamiche su parti ferme o rotanti in settori di laboratorio, banco di prova e di ricerca, ma anche monitoraggio dei processi e della produzione e nei calibri.

Con una classe di precisione di 0,5 (secondo definizione HBM) il nuovo albero di misurazione è disponibile per coppie nominali da 5 N•m a 1000 N•m. Il numero di giri massimo ammesso è, a seconda del campo di misura, di 9.000 - 16.000 min -1 .

La registrazione della coppia avviene attraverso estensimetri e trasmissione di energia e di segnale di misura in assenza di contatto. Grazie all’elettronica integrata l’uso è più semplice e il costo della catena di misura si riduce.

L’alimentazione avviene a 11,5 V - 30 V Dc e sono disponibili due uscite analogiche parallele di ±5 V e 10±8 mA, rendendo il T22 particolarmente adatto al collegamento diretto a un Plc. La garanzia standard di tre anni comprova l’affidabilità del T22 e offre al cliente un’ulteriore garanzia di sicurezza.
Burster: torsiometro rotativo 8651 per la misura di coppie statiche e dinamiche
17/07/2008 Il torsiometro rotativo modello 8651 burster è in grado di misurare coppie statiche e dinamiche in modo continuo da velocità zero fino a 10.000 giri/min. Grazie a un ponte estensimetrico incollato sulla strozzatura dell’alberino, la misura meccanica è trasformata in un segnale elettrico. Il rotore e lo statore comunicano tra loro senza contatti striscianti e questo consente un bassissimo attrito a vuoto e un utilizzo continuo senza manutenzione.

Al fine di ricoprire molteplici e interessanti applicazioni, gli attuali range di misura sono stati ampliati sia verso il basso a verso l’alto. Al momento il range di misura più piccolo disponibile con un design veramente compatto è 0…±0,02 Nm mentre il più grande è 0…±20.000 Nm. Con un’opzione è possibile misurare l’angolo di rotazione o il numero dei giri/min grazie all’encoder con relativa elettronica integrati, per un risparmio di costi e spazio.

Le provate qualità di questo sensore rivestono molteplici applicazioni: dall’utilizzo in laboratori alla produzione industriale, per esempio in produzione di volanti, ingranaggi, motori, generatori, interruttori rotativi o cuscinetti, dove sono misurati i momenti di attrito torsionali. Il sensore è altrettanto buono per impieghi in sistemi di assemblaggio.

Per il completamento della catena di misura, burster offre anche gli strumenti necessari per la visualizzazione e il processo digitale dei dati di misura. Su richiesta il sensore o tutta la catena di misura possono essere calibrati in modo tracciabile, per esempio con un certificato di calibrazione Wks (Iso9000) o Dkd (Sit) per incontrare le richieste del controllo qualità.
PPT Vision: Impact T3X intelligent cameras
17/07/2008 PPT vision ha annunciato la nuova Impact T3X intelligent cameras, che insieme al pacchetto Impact software suite, costituisce un sistema di visione potente e flessibile, dalle dimensioni ridotte. Si tratta di una soluzione di tipo industriale di tipo general-purpose dal prezzo contenuto. Impact T series si caratterizza per le prestazione elevate I/O in real time e 128 Mb di memory card interna. È disponibile in una vasta gamma di risoluzioni di immagine.

“Questo hardware migliora la nostra serie T, consente di ottenere immagini più elaborate e riduce i costi” afferma Joe Christenson, presidente di PPT Vision.

Impact vision program manager (Vpm), con Impact software suite, offre più di 120 opzioni, incluso Ocr, blob analysis, misure circolare, schema di ricerca circolare, misure di sub-pixel e molte altre funzionalità avanzate che permettono agli utilizzatori di creare programmi di visione adatti a diversi tipi di applicazione.

Impact T series, grazie ad algoritmi potenziati e all’interfaccia software, sofisticata e di semplice utilizzo fornisce tutte le funzionalità tipiche di un sistema di visione in un sensore di piccolo ingombro. La serie è anche compatibile con la maggioranza dei sistemi industriali e supporta I/O, seriale, Ethernet, Tcp/IP, http, Modbus e i protocolli comunicativi ActiveX.
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