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IP/ESC’09: dall’IP ai sistemi embedded
15/12/2009
Oltre 500 visitatori hanno partecipato alla 18a edizione di IP/ESC’09 tenutasi a Grenoble all’inizio di dicembre Dai blocchi IP ai SoC ai sistemi embedded: la 18° edizione IP/ESC’09 tenutasi a Grenoble nel mese di dicembre ha offerto agli oltre 500 intervenuti un significativo spaccato dell’evoluzione e delle problematiche legate al mondo sempre più complesso della progettazione elettronica.
I visitatori dell’evento erano per la maggior parte europei, mentre il numero più elevato di presentazioni tecniche è stato di provenienza asiatica, a dimostrazione della rilevanza assunta da questa regione del mondo nel campo del design. Nel corso dei tre giorni dell’evento sono state toccate tematiche di notevole importanza che verranno qui di seguito brevemente sintetizzate. Suddivisione geografica dei partecipanti a questa edizione di IP/ESC’09 IP: ottimizzazione del modello di business
Eric Schorn, vice president Marketing, Processor Division – ARM Gli aspetti da prendere in considerazione secondo Schorn sono i seguenti. In primo luogo occorre identificare e classificare con precisione tutte le entità coinvolte nella catena del valore e comprendere il loro esatto posizionamento. Un altro fattore da prendere in considerazione è se adottare il modello di business che riguarda i prodotti oppure i servizi. Poiché non tutti gli IP si adattano al primo modello, allora interviene il secondo. Altri elementi da non trascurare sono quelli relativi alla minimizzazione dei rischi e al coinvolgimento dei clienti nel processo decisionale. “È necessario penetrare nelle loro menti – ha detto Schorn – nel loro mondo e identificare chiaramente le loro esigenze”. Validità del modello fabless Questo è il motivo per cui molte aziende hanno adottato questo modello. In questo caso è possibile operare come fornitore di IP ma è difficile riuscire a primeggiare. Il settore più interessante, quello dei microprocessori, è ormai maturo, mentre per gli altri segmenti i numeri non sono così interessanti. Per questo motivo Paul Slaby, ceo di Kaben Wireless Silicon, propone un altro tipo di modello che ha definito semi-fabless. In ultima analisi si tratta di una combinazione di un fornitore di IP, una design house e un’attività di R&D data in outsource. eSilicon, dal canto suo, propone il modello Vcp (Value Chain Producer) che prevede la fornitura di una gamma completa di servizi di design, realizzazione concreta e produzione in modo da mettere a disposizione un’alternativa flessibile, economica e a basso rischio per la produzione in volume. Qualità degli IP e produttività in fase di design “Il primo - ha osservato - è legato al costo estremamente elevato del debug di un problema di un IP a livello di SoC a causa della natura stessa dell’integrazione, della mancanza di punti di osservabilità e dal fatto che il team che si occupa dello sviluppo del SoC non comprenda appieno le funzionalità dell’IP”. “Inoltre - ha proseguito - i problemi di funzionalità dell’IP possono avere un impatto molto negativo sul time-to-market del SoC”.Un altro punto da evidenziare è il fatto che gli IP di una certa complessità sono frutto di una progettazione congiunta tra hardware e software, ragion per cui è necessario introdurre misure della qualità del software: la conversione di un blocco RTL sviluppato “ad hoc” in un IP riutilizzabile ha una costo elevato, ragion per cui il concetto di riutilizzo deve sempre essere tenuto ben presente. In ogni caso, la qualità dell’IP è un fattore di primaria importanza. Anche Philippe di Crescenzo, direttore delle attività di engineering di Arteris ha tratto conclusioni del tutto simili: “Per l’IP la qualità è un elemento di fondamentale importanza - ha commentato - e non è possibile migliorare il time-to-market a scapito della qualità”. Diverso il punto di vista di un produttore di tool EDA: Kathryn Kranen, presidente e Ceo di Jasper Design Automation ha affermato che un più elevato livello qualitativo può essere ottenuto in concomitanza con una più elevata produttività in fase di sviluppo utilizzando la verifica delle proprietà formali a livello di specifiche. “Ma - ha aggiunto - la maggior parte dei miglioramenti in termini di produttività derivano dalla riduzione degli sforzi compiuti in fase di simulazione”.
Kathryn Kranen, president and ceo - Jasper Design Automation Qualche novità ZeBu-Server può essere utilizzato per soddisfare tutte le esigenze di verifica di un SoC lungo tutto il ciclo di sviluppo, dalla verifica hardware, all’integrazione hardware/software alla validazione del software embedded. “Questo sistema di emulazione altamente scalabile - ha sottolineato Luc Burgun, ceo di EVE - è in grado di gestire fino a 1 miliardo di gate ASIC ed è in grado di garantire tempi di compilazione compresi tra 5 e 30 milioni di gate/ora in funzione della complessità del progetto”. ZeBu-Server può essere utilizzato nelle fasi iniziali di un progetto su più sottosistemi e impiegato successivamente per la verifica e la validazione del software dell’intero chip. “In questo modo - ha sottolineato Burgun - il costo di possesso risulta particolarmente competitivo”. Azienda specializzata nello sviluppo di core IP, la polacca Evatronix ha rilasciato il controllore SuperSpeed USB 3.0 in grado di garantire un throughput di 430 Mbps. SuperSpeed USB 3.0 Device controller (USBSS-DEV) ha superato tutti i test di verifica USB-IF ed è personalizzabile per soddisfare specifiche esigenze. Tra i settori applicativi più interessanti si possono segnalare memorie di massa, sistemi audio/video, dispositivi di comunicazione, telecamere digitali, componenti per networking e controllori di media digitali. Autore: Filippo Fossati
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